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La Grande Guerra

La Prima guerra mondiale 1914–1918: cause, svolgimento e memoria di oggi

Quattro imperi scomparvero, la carta d’Europa fu ridisegnata e quasi dieci milioni di soldati non tornarono. Questo portale raccoglie che cosa accadde, che cosa resta e dove riposano oggi i caduti di quella guerra.

Der Soldatenfriedhof Tyne Cot in Flandern in der Abenddämmerung
Der Soldatenfriedhof Tyne Cot in Flandern in der AbenddämmerungUser:Redvers · Public domain · Wikimedia Commons

Come cominciò la guerra

La Prima guerra mondiale comincia il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia. In una settimana sei grandi potenze sono in guerra: la Germania dichiara guerra alla Russia il 1º agosto e alla Francia il 3 agosto, le truppe tedesche entrano nel Belgio neutrale il 4 agosto e lo stesso giorno la Gran Bretagna entra in guerra.

L’innesco immediato è l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui viene ucciso l’erede al trono austro-ungarico. Le cause risalgono più indietro: un sistema di alleanze che trasformava ogni conflitto locale in questione continentale, una corsa agli armamenti senza freni, la rivalità imperiale e piani di mobilitazione costruiti sulla rapidità che, una volta avviati, non lasciavano più margine politico.

L’Italia in guerra

L’Italia rimane inizialmente neutrale e entra in guerra il 23 maggio 1915 a fianco dell’Intesa, dopo il Patto di Londra del 26 aprile. Il fronte non attraversa pianure ma alta montagna: sull’Isonzo, nelle Dolomiti, sull’Ortles. Le postazioni vengono scavate nella roccia e ricavate nel ghiaccio; valanghe e freddo provocano perdite di un ordine di grandezza vicino a quello del fuoco nemico.

Dodici battaglie dell’Isonzo e la rottura del fronte a Caporetto, nell’ottobre 1917, segnano la memoria italiana. Le operazioni si concludono con l’armistizio di Villa Giusti del 3 novembre 1918, in vigore dal 4 novembre – data che in Italia resta il riferimento della memoria pubblica di questa guerra.

Sul fronte occidentale i combattimenti finiscono l’11 novembre 1918 alle ore 11, con l’armistizio firmato in un vagone ferroviario nella foresta di Compiègne.

Il bilancio

Furono mobilitati circa 70 milioni di uomini. Tra 9 e 10 milioni di soldati furono uccisi e circa 20 milioni feriti, molti in modo permanente. A questi si aggiungono le vittime civili dell’occupazione, degli spostamenti forzati, della fame e della pandemia influenzale del 1918.

Sono ordini di grandezza, non conteggi esatti: le definizioni variano e per diversi teatri operativi non esistono registri attendibili. La guerra fece inoltre scomparire quattro imperi – tedesco, austro-ungarico, russo e ottomano – dalla cui dissoluzione nacquero Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Cecoslovacchia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

Dove riposano i caduti

La Prima guerra mondiale è il primo conflitto in cui al soldato semplice fu riconosciuto il diritto a una tomba individuale, mantenuta in modo permanente e con il proprio nome. Prima la truppa veniva sepolta in fosse comuni e solo agli ufficiali spettava un monumento. È questo cambiamento a spiegare l’esistenza stessa dei cimiteri di guerra europei.

Questo portale tiene un registro di 5.193 sepolture di guerra in 58 paesi, da poche tombe in un cimitero comunale fino a complessi con decine di migliaia di sepolti. Il registro è in tedesco, ma si consulta per nome di località e per paese e funziona allo stesso modo in qualsiasi lingua.

Elenca luoghi, non persone. Gli elenchi nominativi sono tenuti dai servizi competenti per le sepolture di guerra.

La memoria

La memoria di questa guerra è molto diversa da paese a paese, e le differenze seguono l’esito del conflitto. In Italia il 4 novembre segna la fine della guerra sul fronte italiano; la memoria è inoltre segnata dal modo in cui il fascismo, negli anni Venti, la reinterpretò come mito fondativo, facendo erigere i grandi sacrari che ancora oggi caratterizzano il paesaggio – e il cui uso rimane discusso.

In Francia l’11 novembre è festa nazionale; nel Commonwealth il papavero e i due minuti di silenzio formano un rituale molto codificato. La Germania non ha né un giorno della vittoria né una festa nazionale nata da questa guerra: ha il Volkstrauertag, giornata di lutto per le vittime della guerra e della violenza.

Dalla morte degli ultimi reduci, intorno al 2010, non esistono più testimoni. La memoria poggia ormai interamente su ciò che è stato scritto, fotografato, costruito e sepolto – e sulla decisione di andare a guardarlo.

Che cosa contiene questo portale

La sezione italiana copre i temi principali: questa panoramica, la memoria, le mostre, gli eventi, la formazione e un repertorio di risorse online. Il registro completo delle sepolture di guerra, l’elenco consultabile dei cimiteri e le pagine tematiche approfondite si trovano nella sezione tedesca, considerevolmente più ampia.

Questo squilibrio è ereditato e non voluto: il fondo su cui il portale è costruito è sempre stato più ampio in tedesco. Dove una pagina italiana ripeterebbe soltanto quanto la pagina tedesca dice più diffusamente, il collegamento rimanda direttamente a quest’ultima. Alcuni elenchi ripresi dal fondo originario sono in lingua tedesca; nelle pagine interessate ciò è segnalato.

Domande frequenti

Quando entrò in guerra l’Italia?

Il 23 maggio 1915, con la dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria, dopo aver firmato il Patto di Londra il 26 aprile dello stesso anno. Nei primi mesi del conflitto l’Italia era rimasta neutrale, pur essendo formalmente legata alla Triplice Alleanza.

Quanto durò la Prima guerra mondiale?

Dal 28 luglio 1914 all’11 novembre 1918 sul fronte occidentale, ossia 1.568 giorni. Per l’Italia i combattimenti terminarono il 4 novembre 1918 con l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti. Altri fronti si chiusero prima: la Russia uscì dalla guerra nel marzo 1918.

Quante furono le vittime?

Circa 9–10 milioni di soldati e un ordine di grandezza analogo di civili. Le cifre variano molto secondo le definizioni adottate – morti per ferite, vittime dell’influenza del 1918, della fame sotto blocco, dei conflitti successivi fino al 1923. Per diversi teatri non esistono registri attendibili.

Come si cerca una sepoltura di guerra?

Non partendo dal cimitero ma dalla persona: stabilire il reparto, poi il settore del fronte, poi il probabile luogo di sepoltura. Gli elenchi nominativi sono tenuti dai servizi competenti. Questo portale elenca i luoghi, nel registro in lingua tedesca consultabile per nome di località.

Fonti