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Memoria · Europa

Gruppo di contatto europeo: la memoria transfrontaliera della Grande Guerra

I cimiteri di guerra non si trovano quasi mai nel paese da cui provenivano i caduti. Mantenerli richiede cooperazione oltre confine – da un secolo, senza clamore.

Gräber unbekannter Gefallener auf dem Hooge Crater Cemetery in Flandern
Gräber unbekannter Gefallener auf dem Hooge Crater Cemetery in FlandernUser:Redvers · Public domain · Wikimedia Commons

La Prima guerra mondiale ha lasciato una particolarità che ne ha reso internazionale la memoria fin dall’inizio: i caduti in genere non riposano là da dove venivano. I caduti tedeschi riposano in Francia, Belgio, Polonia, nei paesi baltici e in Russia; quelli austro-ungarici si distribuiscono su una mezza dozzina di Stati attuali, Italia e Slovenia comprese.

Ne deriva una necessità pratica. Nessuno Stato può realizzare, mantenere o proteggere sepolture su suolo straniero senza il consenso dell’altro Stato. È esattamente ciò che regolano i trattati di pace del 1919 e gli accordi bilaterali sulle sepolture di guerra che ne sono derivati: obbligano ciascuno Stato a conservare in modo permanente le sepolture presenti sul proprio territorio e riconoscono all’altra parte accesso e partecipazione.

Questi accordi sono l’elemento più antico ancora funzionante della cooperazione europea in questo campo – conclusi tra Stati che pochi anni prima si erano combattuti.

Dove resta difficile

La memoria transfrontaliera non è automatica, e gli attriti sono istruttivi.

Le interpretazioni divergono. In Francia e nel Regno Unito la Prima guerra mondiale è la guerra decisiva del Novecento; in Germania la Seconda la ricopre. In Italia la memoria è segnata dalla rilettura fascista degli anni Venti e Trenta. Nell’Europa centro-orientale la fine della guerra coincide con la nascita di Stati. In Russia si è a lungo parlato di guerra dimenticata.

La forma dei cimiteri lo mostra subito. I siti britannici lavorano con file di lapidi bianche e impianto giardiniero; quelli francesi con croci bianche in ordine rigoroso; quelli tedeschi con gruppi di croci scure, lastre nominative a terra e alberi; quelli italiani, nei grandi sacrari, con architettura monumentale a gradoni. Gli stessi caduti della stessa guerra, forme del tutto diverse – nelle visite di gruppo questo confronto è spesso la parte più fruttuosa della giornata.

Cooperazioni registrate

Le voci seguenti provengono dal fondo originario del portale e sono in lingua tedesca.

Sonderausstellung: "Die Tiroler Front"

Das Rainer Regimentsmuseum ist schon für sich ein Besuch wert. Das Museum ist in der 900 Jahre alten Festung Hohensalzburg beheimatet und nicht nur das Wahrzeichen der Stadt, sondern auch Europas größte und am besten erhaltene Burganlage.Derzeit kann der Besucher die Sonderausstellung "Der Erste Weltkrieg 1914 - 1918 - Die Tiroler Front 1915 - 1918" entdecken. Ein Beitrag zum Krieg in den österreichischen Bergen. Führungen durch die Ausstellung sind für Individualbesucher nach Anmeldung kostenlos möglich. Veranstaltungsort:Rainer Regiments Museum SalzburgMönchsberg 345020 Salzburg Termin:Ab sofort

Erster Weltkrieg

Heeresgeschichtliches Museum Für Österreich Ungarn lag der Schwerpunkt der Auseinandersetzungen auf dem Balkan und in Galizien. Österreich Ungarn scheiterte dort ebenso wie das Deutsche Reich im Westen. Schon Ende 1914 mussten deutsche und österreichische Truppen alles aufwenden, um nicht von russischen Truppen überrannt zu werden. Im Mai 1915 erklärte auch Italien Österreich Ungarn den Krieg. Somit wurde auch im Südwesten ein Front eröffnet, die von Südtirol und dem Hochgebirge bis in den Raum Görz und Triest reichte. Im Herbst 1918 begann die Auflösung der Habsburgermonarchie, und auch der Zerfall der Armee war unaufhaltsam. Am 3. November 1918 unterzeichnete Österreich den Waffenstillstand. Zu diesem Zeitpunkt hatten sich bereits nationale Nachfolgestaaten gebildet. Europa war anders geworden. Veranstaltungsort:Heeresgeschichtliches MuseumMilitärhistorisches InstitutGhegastraße1030 Wien Termin:Dauerausstellung

Der Kriegsausbruch 1914 im Montafon I

Im Sommer 1914 brach für die meisten völlig unerwartet der große Krieg aus. Dem Schock über die Ermordung des Thronfolgerpaares folgte im Montafon die Sorge um die vielen in Frankreich befindlichen Saisonarbeiter. Nach und nach rückten immer mehr Männer an die Front ein und der Euphorie der ersten Tage und Wochen folgten bald unerwartet hohe Verlustmeldungen. Wiederum werden Auszüge aus zeitgenössischen Artikeln in Vorarlberger Medien der Jahre 1914-18 vorgestellt, um Einblicke in die Zeit vor 100 Jahren zu geben Veranstaltungsort:Montafoner Heimatmuseum SchrunsKirchplatz 156780 Schruns Termin:ab Juni 2015(den genauen Termin entnehmen Sie bitte der Museumshomepage)

Chi vuole avviare un’attività transfrontaliera ha tre strade: inserirsi in un formato esistente, appoggiarsi a un gemellaggio già attivo tra comuni o scuole, oppure usare una data condivisa – il 28 giugno, il 1º agosto, il 4 novembre o l’11 novembre. Prevedere diversi mesi di preparazione.

Domande frequenti

Perché le sepolture tedesche si trovano all’estero?

Perché è là che si combatté. I caduti venivano sepolti vicino al fronte o nel luogo del decesso; dopo il 1918 le tombe di campagna furono riunite in complessi più grandi rimasti sul posto. Il rimpatrio non era né possibile per quei numeri né previsto.

Chi decide la manutenzione delle sepolture all’estero?

Gli accordi bilaterali sulle sepolture di guerra. Obbligano lo Stato sul cui territorio si trovano le tombe a garantirne la conservazione permanente e regolano accesso, partecipazione e ripartizione dei costi per l’altra parte.

Che cos’è un campo di lavoro in un cimitero di guerra?

Un gruppo internazionale, di norma di giovani, lavora per alcuni giorni o settimane su un sito – manutenzione, documentazione, restauro – unendo lavoro pratico, studio storico e incontro. Il formato risale al dopo 1945.

Perché i cimiteri di guerra delle diverse nazioni sono così diversi?

Perché ogni nazione ha sviluppato una propria forma della memoria. Le differenze dipendono anche dall’aver costruito da vincitori o da sconfitti, e sul proprio suolo o su quello altrui.